Meritano particolare attenzione e cura i concetti di differenza (quanti in più, quanti in meno) e la ricerca della parte complementare
nel primo caso, quello che ha come modello intuitivo il togliere via, la cosa è intuitiva perché c’è coincidenza tra significato formale e significato intuitivo; nel secondo caso è assai più spontaneo il ricorso a strategie addittive come è addittiva ogni strategia di “complemento a”, come, per esempio, l’operazione di dare il resto in un negozio: il negoziante di solito non fa la differenza, ma fa, passo a passo, il complementare a partire dalla spesa fino ad arrivare alla somma versata. B. D'Amore del 2008 "Le basi della didattica della matematica" http://www.dm.unibo.it/rsddm/it/articoli/damore/673%20SIM%20Le%20basi%20della%20did.pdf
“Ciascun alunno va messo in condizione di utilizzare,
inizialmente, materiali diversi, comuni o strutturati, che
forniscano adeguati modelli dei concetti matematici
Meritano particolare attenzione e cura i concetti di differenza (quanti in più, quanti in meno) e la ricerca della parte complementare
nel primo caso, quello che ha come modello intuitivo il togliere via, la cosa è intuitiva perché c’è coincidenza tra significato formale e significato intuitivo; nel secondo caso è assai più spontaneo il ricorso a strategie addittive come è addittiva ogni strategia di “complemento a”, come, per esempio, l’operazione di dare il resto in un negozio: il negoziante di solito non fa la differenza, ma fa, passo a passo, il complementare a partire dalla spesa fino ad arrivare alla somma versata. B. D'Amore del 2008 "Le basi della didattica della matematica" http://www.dm.unibo.it/rsddm/it/articoli/damore/673%20SIM%20Le%20basi%20della%20did.pdf